Recensione

Maria C. Lo Baido 2024. Forms and functions of meta-discourse. The case of comment clauses in present-day Italian. De Gruyter Mouton

Book review

Maria C. Lo Baido 2024. Forms and functions of meta-discourse. The case of comment clauses in present-day Italian. De Gruyter Mouton

Marco Favaro

Universidade de Lisboa (Lisboa, Portogallo)

marco.favaro@edu.ulisboa.pt

Ricevuto il 9/10/2025, accettato il 14/10/2025, pubblicato il 17/4/2026

Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

© 2026 Marco Favaro

Come citare questa recensione

Favaro, Marco 2026. Recensione. Maria C. Lo Baido 2024. Forms and functions of meta-discourse. The case of comment clauses in present-day Italian. De Gruyter Mouton. Studia linguistica romanica 2026.15, 103-109, https://doi.org/10.25364/19.2026.15.6.

Parole chiave

Metadiscorso, verbo parentetico, segnale discorsivo deverbale, italiano parlato.

Keywords

Meta-discourse, parenthetical verb, deverbal discourse marker, spoken Italian.

1 Aspetti generali

[1] Oggetto di questa recensione è la monografia di Maria C. Lo Baido (276 pp.), pubblicata nel 2024 da De Gruyter Mouton e derivata dalla rielaborazione della dissertazione dell'autrice, difesa nel 2020 al termine del suo percorso di studi dottorali presso l'Università di Bergamo. Argomento del libro sono le forme e le funzioni delle strutture parentetiche (de-)verbali nell'Italiano contemporaneo parlato (tra gli esempi: usi specifici di penso, guarda, diciamo, mi sa, etc.). Dal punto di vista teorico, la ricerca prende le mosse dagli studi sulle strutture parentetiche e l'espressione dei valori metadiscorsivi del linguaggio (si veda per esempio: Kaltenböck 2005; Schneider 2007) e dagli approcci usage-based al discorso parlato (si veda per esempio: Auer 2009; Crible 2018). Per quanto riguarda le scelte metodologiche, lo studio si basa principalmente sull'annotazione e l'analisi qualitativa e quantitativa di dati estratti da corpus.

[2] Punto di partenza generale della ricerca è l'osservazione che i parlanti, durante l'attività discorsiva, possono momentaneamente 'spostarsi' dal livello di produzione linguistica del discorso per commentare quello che stanno dicendo: possono spostarsi cioè a un livello definibile come meta-discourse. Per effettuare questi spostamenti di livello, i parlanti utilizzano strutture linguistiche che sono state definite in letteratura come strutture parentetiche, inserti parentetici, frammenti, frasi tetiche, frasi commento. L'autrice sceglie l'etichetta comment clause per indicare il gruppo di espressioni al centro del suo studio, così da sottolinearne da un lato la natura frasale, dall'altro la principale funzione complessiva. Si tratta infatti di strutture che, senza nessun collegamento formale esplicito all'enunciato ospite, permettono ai parlanti di dare voce al metadiscorso, aggiungendo in questo modo un ulteriore livello di commento nei confronti del discorso durante il suo stesso svolgimento. In particolare, i parlanti possono commentare e sottolineare specifici elementi del discorso, mettere in risalto determinate sequenze ed esprimere diversi aspetti del proprio punto di vista soggettivo. Si veda a questo proposito l'uso di dico in (1):

(1)

TOA3004, KIParla

eh no. quello dico sarebbe un problema.

[3] Obiettivo dello studio è dunque studiare le modalità e i motivi per cui i parlanti mettono in atto questi spostamenti verso il livello di produzione linguistica del metadiscorso (vale a dire, come e perché commentano quello che stanno dicendo) e, più nello specifico, quali risorse linguistiche hanno a disposizione per farlo i parlanti di italiano. La ricerca si concentra su alcune frasi commento di origine verbale che, in quanto marcate per modo, numero e persona (a differenza per esempio delle strutture parentetiche di origine avverbiale), trasmettono informazioni esplicite sulla soggettività del parlante e favoriscono così l'utilizzo del concetto analitico di stance ('punto di vista'), che indica la valutazione personale del discorso da parte di chi parla sia attraverso l'espressione di significati (inter)soggettivi che attraverso la gestione della sua struttura testuale. La monografia è suddivisa in otto capitoli organizzati in tre parti. Dopo l'introduzione (capitolo 1), la prima parte (Meta-discourse, spoken discourse, stance-taking) si compone di due capitoli di taglio teorico, dedicati rispettivamente al concetto di metadiscorso (capitolo 2) e alle caratteristiche del discorso parlato (capitolo 3). La seconda parte (Methodological considerations) è costituita da un capitolo di taglio metodologico, dedicato alla descrizione approfondita del dataset utilizzato per lo studio e alle scelte metodologiche sulle quali è fondata l'analisi (capitolo 4). La terza parte (Meta-discourse in spoken Italian) si compone di tre capitoli empirici, che affrontano l'analisi delle frasi commento suddivise in tre ambiti o domini funzionali: speaker-oriented domain (capitolo 5); textual domain (capitolo 6); interpersonal domain (capitolo 7). L'ultimo capitolo contiene un riepilogo dello studio e le osservazioni conclusive (capitolo 8). Si riassumono di seguito i contenuti principali dei singoli capitoli.

2 Capitoli dedicati al quadro teorico e metodologico

[4] Il capitolo 1 (Introduction) costituisce l'introduzione allo studio. Vengono inizialmente delineati il quadro generale teorico che fa da sfondo alla ricerca e i temi cardine del lavoro; successivamente vengono presentate le domande di ricerca e le scelte metodologiche. Le domande di ricerca di fondo sono le seguenti tre: (i) Quando, come e perché gli interlocutori producono metacommenti nel discorso parlato? (ii) Come emerge la relazione tra metadiscorso e discorso parlato attraverso l'attività di commento degli interlocutori? (iii) In che modo lo studio del metadiscorso può aiutare a rivelare i processi di costruzione del significato nell'interazione in tempo reale? Queste linee di ricerca verranno esplorate empiricamente attraverso lo studio specifico delle frasi commento deverbali nell'Italiano contemporaneo parlato. Il capitolo si conclude con la presentazione della struttura della monografia.

[5] Il capitolo 2 (Meta-discourse: definitions, strategies and functions) è dedicato alla presentazione dettagliata della base teorica della ricerca e discute i concetti fondamentali relativi all'espressione dei valori metadiscorsivi nel linguaggio. Prende in esame le principali strategie utilizzate nel linguaggio per esprimere questi valori (strutture parentetiche, frasi commento e segnali discorsivi) e descrive le categorie utilizzate per descrivere gli ambiti funzionali in cui operano i metacommenti (dominio orientato al parlante, dominio testuale e dominio interpersonale). Ampio spazio è dedicato alla presentazione delle proprietà delle strutture parentetiche e l'autrice discute in modo efficace le relazioni tra questa classe di espressioni e quelle, parzialmente sovrapponibili, delle frasi commento e dei segnali discorsivi. Nella presentazione di questa discussione si può senz'altro apprezzare la chiarezza espositiva nel trattare argomenti complessi e una selezione ragionata di riferimenti bibliografici all'interno della vasta letteratura che vi è stata dedicata. Riassumendo, le frasi commento vengono inquadrate nella più ampia categoria delle strutture parentetiche, ovvero elementi sintatticamente non integrati che esprimono la posizione di chi parla. Tra le varie classi appartenenti a questa categoria, le frasi commento sono strutture parentetiche deverbali che hanno la forma di frasi principali (penso, intendo, guarda), che occorrono in varie posizioni all'interno della frase ospite ed esprimono la posizione di chi parla rispetto a valori epistemici, retorici, testuali e interpersonali. Attraverso processi di mutamento linguistico, le frasi commento possono convenzionalizzarsi e acquisire lo status di segnali discorsivi. Questo, tuttavia, non è obbligatorio: i parlanti possono utilizzare strutture di metacommento che non hanno subito i processi di mutamento tipicamente associati alla grammaticalizzazione.

[6] Meno convincente risulta invece la presentazione dei domini funzionali in cui operano le frasi commento, che ripropone le tassonomie proposte in lavori come Ghezzi (2014) e Crible & Degand (2019). La scelta di seguire un determinato approccio teorico e adottare quindi una lista preesistente di categorie è certamente condivisibile ed è sicuramente funzionale alla descrizione empirica dei dati nei capitoli successivi. Tuttavia, da un lato sarebbe stata auspicabile una presentazione più contestualizzata di queste tassonomie, e specialmente una discussione sull'utilizzo nell'ambito degli studi sul discorso di alcune etichette (tra le altre: epistemicità, enfasi, miratività, approssimazione) che in altri ambiti della linguistica sono utilizzate in modo parzialmente diverso, rischiando quindi di creare una certa confusione terminologica. Dall'altro lato sarebbe stato utile includere una discussione teorica più approfondita su come interagiscono e si sovrappongono tra loro le diverse categorie presenti nelle tassonomie funzionali adottate, che del resto rappresentano il criterio classificatorio primario scelto dall'autrice per annotare e categorizzare gli esempi estratti da corpus. In particolare, si sente la mancanza di una discussione più approfondita sulla questione della multifunzionalità di molte frasi commento, cioè il fatto per cui una stessa frase commento può essere utilizzata per esprimere valori diversi nello stesso dominio funzionale e anche in domini diversi, una questione che ha un impatto fondamentale proprio nella classificazione degli esempi. In questo modo, la tassonomia funzionale adottata risulta a tratti come una griglia classificatoria scelta a priori, non sostenuta da un impianto teorico adeguato o quantomeno non supportata sufficientemente da osservazioni empiriche che ne contestualizzino l'utilizzo (in altre parole: come si è scelto di assegnare un elemento che esprime diverse funzioni a una determinata classe funzionale?).

[7] Il capitolo 3 (The epistemological value of the investigation of spoken discourse) allarga ulteriormente la prospettiva teorica della monografia per introdurre il tema del discorso parlato, delle sue caratteristiche e delle metodologie necessarie per l'analisi. Si tratta di un capitolo lungo e denso di contenuti, che in parte si sarebbe potuto ridurre per facilitare la scorrevolezza del testo. D'altro canto, il capitolo discute argomenti di grande interesse e ancora relativamente poco esplorati e ha il pregio di mettere in relazione lo studio delle strategie metadiscorsive con il quadro più ampio degli approcci usage-based al discorso parlato. Il capitolo prende separatamente in esame le caratteristiche sintattiche, semantiche e testuali del discorso parlato e approfondisce alcuni aspetti che risultano utili per la descrizione delle frasi commento nei capitoli. Tra gli altri, si possono menzionare ad esempio la tipologia delle frasi e sequenze che compaiono nel discorso parlato, la questione della vaghezza nel discorso parlato, il tema della costruzione dinamica del discorso e delle transizioni da una sequenza discorsiva all'altra.

[8] Il capitolo 4 (Subject of analysis, corpus, and annotation scheme) illustra le scelte metodologiche adottate dallo studio. Dopo una sezione riassuntiva sulla definzione di frase commento utilizzata nella ricerca, viene descritto il corpus KIParla utilizzato per estrarre le 1929 occorrenze di frasi commento prese in esame nello studio. Segue quindi la presentazione dettagliata dei parametri scelti dall'autrice per annotare gli esempi estratti: parametri distribuzionali (modo verbale dell'enunciato ospite; pattern di cooccorrenza con altri marcatori funzionali; presenza di marcatori di irrealis nel cotesto), parametri sintattici (frasi commento in enunciati contenenti un verbo; frasi commento in enunciati non contenenti un verbo), un parametro dedicato al profilo prosodico delle frasi commento (applicato a un dataset limitato di 150 esempi), proprietà interne delle frasi commento (persona verbale, modo verbale, tipo lessicale del verbo di origine), funzione della frase commento (e cioè le classi funzionali suddivise nei tre domini sopracitati: funzioni orientate al parlante, funzioni testuali e funzioni interpersonali). La categorizzazione degli esempi secondo questi parametri costituisce la base di partenza dell'analisi qualitativa delle frasi commento esposta nei capitoli successivi. L'annotazione è stata condotta attraverso il software EXMARaLDA.

3 Capitoli dedicati alla descrizione e all'analisi dei dati

[9] I capitoli 5-7 costituiscono il fulcro empirico del lavoro ed illustrano l'analisi delle frasi commento estratte del corpus. Una discussione dettagliata dei risultati va oltre gli obiettivi di questa recensione: ci si limiterà quindi a una breve presentazione di ciascun capitolo, per poi esporre alcune osservazioni generali che si applicano in toto a questi capitoli.

[10] Il capitolo 5 (Meta-discourse and speaker-oriented domain) è dedicato alla descrizione di esempi di frasi commento che operano nel dominio funzionale orientato al parlante (573 esempi dei 1929 totali). Dopo una breve introduzione, il capitolo traccia quello che l'autrice definisce il discourse profile del dominio orientato al parlante, e cioè un quadro generale delle caratteristiche delle frasi commento che operano in questo dominio. Questo profilo discorsivo emerge attraverso la presentazione e il commento di alcune tabelle che riportano le frequenze degli esempi categorizzati secondo i parametri discussi nel capitolo precedente (per esempio: il numero di frasi commento operanti nel dominio orientato al parlante alla prima persona singolare, il numero di frasi commento operanti nel dominio orientato al parlante che occorrono a inizio enunciato, e così via). Successivamente vengono passate in rassegna le diverse categorie funzionali che costituiscono il dominio orientato al parlante (per esempio: modalità epistemica, esemplificazione, enfasi). Ogni categoria viene presentata attraverso la descrizione delle sue caratteristiche salienti, il commento dettagliato di alcuni esempi e, in alcuni casi, la presentazione di tabelle che mettono in risalto alcuni parametri particolarmente significativi per la categoria in questione.

[11] Il capitolo 6 (Meta-discourse and textual domain) è dedicato alla descrizione di esempi di frasi commento che operano nel dominio funzionale dell'organizzazione testuale e della coerenza discorsiva, che risulta quello più rappresentato tra gli esempi analizzati dallo studio (1066 esempi dei 1929 totali). Anche in questo caso, la prima parte del capitolo traccia il profilo discorsivo globale delle frasi commento che operano in questo ambito funzionale, con tabelle che danno indicazioni quantitative sui tipi di predicato da cui hanno origine, la persona della forma verbale e la loro posizione all'interno dell'enunciato. Proprio per quanto riguarda quest'ultimo parametro, i dati mostrano che le frasi commento che operano nell'ambito testuale occorrono con più frequenza in posizione intermedia all'interno dell'enunciato (633 esempi su 1066), e che in alcuni casi possono anche comparire all'interno di un sintagma (293 esempi su 633). Queste osservazioni sembrano sostenere l'idea che le frasi commento del dominio testuale rappresentano strategie utilizzate dai parlanti durante il processo stesso di formulazione e gestione del discorso parlato. Nella seconda parte del capitolo vengono passate in rassegna le diverse categorie funzionali che costituiscono il dominio orientato al parlante (per esempio: approssimazione, riformulazione, apertura e chiusura di sequenze discorsive) e vengono commentati in dettaglio alcuni esempi significativi.

[12] Il capitolo 7 (Meta-discourse and interpersonal domain) è dedicato alla descrizione di esempi di frasi commento che operano nel dominio funzionale della gestione della relazione tra chi parla e chi ascolta (290 esempi dei 1929 totali). Come nel caso dei due capitoli precedenti, la prima parte traccia un profilo discorsivo globale delle frasi commento che operano in questo ambito funzionale, mentre nella seconda vengono passate in rassegna le diverse categorie funzionali che costituiscono il dominio interpersonale (tra cui: richiamo dell'attenzione, attenuazione, enfasi, riferimento a conoscenze condivise) e vengono commentati in dettaglio alcuni esempi significativi.

[13] Nel complesso, i capitoli 5-7 offrono una panoramica approfondita delle proprietà formali e funzionali delle frasi commento nel discorso parlato. I numerosi dati presentati per quanto riguarda le caratteristiche distribuzionali e le proprietà sintattiche delle frasi commento permettono di tracciare un quadro globale dei tratti formali di questi fenomeni, un risultato notevole nel campo di ricerca sul discorso parlato in italiano contemporaneo. Le funzioni delle frasi commento sono discusse nel dettaglio e gli esempi sono analizzati con grande accuratezza e riferimenti efficaci agli studi precedenti. Un aspetto meno convincente riguarda il confronto tra le analisi presentate in ciascuno dei tre capitoli empirici e di conseguenza la comparabilità delle caratteristiche delle frasi commento operanti in domini funzionali diversi. Infatti, non viene dedicato sostanzialmente nessuno spazio alla comparazione dei diversi ambiti funzionali, con il rischio di farli apparire come eccessivamente slegati tra loro. Questo si ricollega anche a quanto menzionato più in alto rispetto al poco spazio dedicato alla multifunzionalità delle frasi commento, nonostante lo studio analizzi numerosi elementi (e in particolare dico, diciamo, guarda, voglio dire) che esprimono categorie pertinenti ad ambiti funzionali diversi. Una maggiore attenzione al confronto tra categorie avrebbe anche incentivato una revisione teorica delle loro caratteristiche, contribuendo a presentarle come integrate in un quadro composito di funzioni (meta)discorsive e meno come una lista di categorie indipendenti tra loro.

[14] Il capitolo 8 (Summary and conclusions) riassume i contenuti e i risultati dello studio. Dopo una breve introduzione riassuntiva, la seconda sezione è dedicata alla presentazione finale del profilo discorsivo delle frasi commento: i diversi parametri classificatori vengono passati in rassegna e vengono sottolineate le tendenze più significative. A questo scopo, sarebbe stato più efficace riproporre i dati delle tabelle discusse nei capitoli precedenti sotto forma di grafici: la presentazione grafica dei risultati avrebbe permesso un migliore confronto, per esempio, della posizione dell'enunciato in cui compaiono le frasi commento e degli altri parametri utilizzati nell'analisi. Questa mancanza rende meno facile e incisiva l'identificazione di tendenze generali tra i risultati. La sezione successiva riporta infine la discussione sulla relazione tra frasi commento, metadiscorso e discorso parlato e include alcune osservazioni conclusive sull'interfaccia tra sintassi e pragmatica nella produzione del discorso che lasciano poi spazio alla presentazione di future linee di ricerca.

[15] Questo libro rappresenta il primo studio dedicato al metadiscorso e alle frasi commento in italiano contemporaneo e costituisce certamente un importante contributo agli studi sul discorso parlato in generale. Nel suo complesso, alcune debolezze nella presentazione dell'impianto teorico sono ampiamente ricompensate dall'ampiezza e dalla profondità del contributo empirico che riesce nell'intento di presentare un quadro d'insieme delle strategie a disposizione dei parlanti di italiano per l'espressione del metadiscorso, delle loro caratteristiche formali e funzionali e della loro pervasività e importanza nella produzione e gestione del discorso parlato.

Abbreviazioni e riferimenti bibliografici

Auer 2009 = Peter Auer 2009. On-line syntax: Thoughts on the temporality of spoken language. Language Sciences 31.1, 1-13.

Crible 2018 = Ludivine Crible 2018. Discourse markers and (dis)fluency. Forms and functions across languages and registers. Benjamins.

Crible & Degand 2019 = Ludivine Crible, Liesbeth Degand 2019. Reliability vs. granularity in discourse annotation: What is the trade-off? Corpus Linguistics and Linguistic Theory 15.1, 71-99.

EXMARaLDA = Thomas Schmidt 2005-. EXMARaLDA. https://exmaralda.org/.

Ghezzi 2014 = Chiara Ghezzi 2014. The development of discourse and pragmatic markers. Chiara Ghezzi, Piera Molinelli (a cura di). Discourse and pragmatic markers from Latin to the Romance languages. Oxford University Press, 10-26.

Kaltenböck 2005 = Gunther Kaltenböck 2005. Charting the boundaries of syntax: A taxonomy of spoken parenthetical clauses. VIEW[Z]. Vienna English Working Papers 14.1, 21-53. https://anglistik.univie.ac.at/fileadmin/user_upload/i_anglistik/Department/Views/Uploads/Views0501ALL.pdf.

KIParla = Caterina Mauri, Silvia Ballarè, Massimo Cerruti, Eugenio Goria, Ludovica Pannitto (a cura di) 2019-. Corpus KIParla. L'italiano parlato e chi parla italiano. Università di Bologna, Università di Torino. http://kiparla.it.

Schneider 2007 = Stefan Schneider 2007. Reduced parenthetical clauses as mitigators. A corpus study of spoken French, Italian and Spanish. Benjamins.